Lunedì, 18 Novembre 2019 15:16

Valorizziamo le esperienze di confederalismo democratico dei Municipi curdi

L’aggressione della Turchia alla Siria del Nord si è ormai consumata con l’accordo di USA e Russia, ciascuno imponendo i propri specifici interessi, a ulteriore danno del popolo curdo, costretto a dividersi in 4 Stati, tutti contrari, in forme diverse, alla sua identità ed autonomia.

Se il destino del Rojava ora è fortemente dipendente dagli accordi tra le grandi potenze, però le esperienze di confederalismo e municipalismo democratico realizzate in quel territorio sono state poste all'attenzione di molti nel nostro paese. Centinaia di Amministrazioni Locali italiane hanno preso posizione contro l’aggressione della Turchia; nelle iniziative del movimento contro il cambio del clima è emerso il tema della pace per i popoli della Siria contro le guerre ‘imposte’ da altri, che accelerano anche le emissioni climalteranti.

Dalle prese di posizione contro l’aggressione della Turchia ai territori autonomi della Siria del Nord, emerge la richiesta di un nuovo modello di società rispetto a quello dominante, che affronti insieme difesa dell’ambiente, giustizia sociale, convivenza multietnica, emancipazione dal patriarcato, consumi e circuiti di economia locale alternativi e partecipazione: queste sono le sfide con cui si sono misurate le realizzazioni concrete dei municipi curdi, per ultimo in Rojava.

Riteniamo che CO-energia, nata all'interno della Rete di Economia Solidale italiana, possa analizzare le esperienze, anche di altri paesi, che più le sono affini, per verificare se e come possono dare maggiore forza ai nostri riferimenti valoriali, alle nostre strategie e ai nostri interventi; in particolare se e come possano rendere concreti i “3 principi e un metodo” proposti dalla Carta RES, a cui CO-energia si richiama, e cioè

  • “relazioni sociali ed economiche fondate sulla cooperazione e sulla reciprocità […]

  • le caratteristiche peculiari dei luoghi (beni comuni, …, ricchezze sociali e relazionali) […]

  • forme di organizzazione economico-­sociale sostenibili, sia da un punto di vista sociale (equità) che ecologico […]

  • il metodo della partecipazione attiva dei soggetti […]”.

La Scuola di Rete di Reti, che si è tenuta a Roma dal 16 al 21/9/19, ha dedicato una sua sessione all'analisi più generale del confederalismo democratico in Rojava e nei Municipi curdi della Turchia, insieme con rappresentanti della Comunità curda in Italia e a partire da una 'lettura critica' del pensiero dell'ecologo radicale M.Bookchin, che ha ispirato le scelte ecologiste, sociali e ‘femministe’ dei Municipi curdi, di cui sottolineiamo in particolare l’applicazione della “diarchia”, cioè la presenza di un uomo e una donna in tutti gli organi dei diversi livelli organizzativi.

Chi è interessato ai documenti prodotti dalla Scuola per approfondire lo studio e il confronto con le esperienze citate può rivolgersi alla ns. segreteria: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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